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Tassazione in Italia: il fisco prosciuga i salari

Salvo Ardizzone il 14 aprile 2017 - 04:07 in Cronaca, Primo Piano

Tassazione in Italia: sempre più forte la pressione fiscale sui salari dei lavoratori italiani; secondo il rapporto del Taxing Wages dell’Oces, il cuneo fiscale che attanaglia i lavoratori dipendenti ha raggiunto quasi il 50% (il 48,2% è l’ultimo dato rilevato dall’inchiesta); la differenza tra il costo totale del lavoro ed il salario netto, nella busta paga di un lavoratore single, supera di oltre 12 punti la media Ocse.

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L’Italia si conferma al sesto posto, tra i paesi Ocse, per il prelievo complessivo sui salari. Al primo posto si trova il Belgio con il 55,6%, seguono Austria, Germania, Ungheria e Francia.

La tassazione in Italia è diventata complessivamente più pesante anche per le famiglie monoreddito con due figli (categoria che in un Paese civile dovrebbe essere tutelata), con un cuneo del 39%, in aumento sul passato; un dato che assegna all’Italia il quarto posto nell’area Ocse per la voracità del fisco nei confronti dei nuclei famigliari.

Se si guarda il costo del lavoro medio per lavoratore, l’Italia è largamente sopra la media dei 34 Paesi dell’area Ocse, al 17° posto fra i Paesi avanzati; ma se si guarda al salario lordo medio, esso è sotto la media Ocse e in più è sottoposto ad una tassazione di 5,5 punti percentuali superiore. In breve, il lavoro in Italia costa molto, ma ai lavoratori in mano resta poco.

Il fatto è che l’enorme tassazione in Italia non si traduce in servizi adeguati, in linea con quelli di altre Nazioni dove magari c’è la stessa percentuale di tasse. Il grosso problema non è tanto quanto si paghi di tasse, ma ciò che di esse ritorna in termini di qualità e quantità dei servizi. Nella realtà vediamo sprechi immensi, il mantenimento di una Pubblica Amministrazione che definire inefficiente è poco, che adotta procedure inutili quanto farraginose che nella sostanza vessano i cittadini; servizi pubblici indegni, che in un rimpallo di responsabilità assicurano il nulla.

Se la tassazione in Italia, questo mettere le mani nelle tasche dei cittadini, servisse alle reali esigenze del Paese, se queste risorse fossero utilizzate con criterio, se il prelievo fosse effettivamente ispirato a principi di equità e perequazione, se godessimo di uno Stato sociale efficiente, con ammortizzatori, tutele e istituti idonei ad affrontare la situazione in cui ci troviamo, ebbene, se questa fosse la reale situazione (fantascienza per l’Italia), si potrebbe accettare.

Ma la tassazione in Italia è una truffa legalizzata perpetrata da uno Stato che prende tanto, troppo, restituendo poco o nulla; un’estorsione di cui, a farne le spese, sono soprattutto coloro che non hanno scampo, essenzialmente i lavoratori dipendenti, mentre a farla franca sono tutti quelli che hanno strada libera per un’evasione fiscale che ben pochi combattono.

di Sebastiano Lo Monaco

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