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Ramadan, il digiuno che sazia l’anima

Redazione il 6 giugno 2016 - 02:14 in Cronaca, Cultura, Primo Piano

di Maddalena Malcangio

Il Ramadan corrisponde al nono mese del calendario islamico che si basa sulle fasi lunari, motivo per il quale la sua cadenza varia di anno in anno. Secondo la tradizione islamica questo è il mese in cui fu rivelato il Corano.
Il digiuno durante il mese di Ramadan costituisce uno dei cinque pilastri dell’Islam, un’osservazione religiosa importante. Quest’anno il Ramadan in Italia inizia martedì 7 Giugno 2016.

Il digiuno dura dalle prime luci dell’alba fino al tramonto; generalmente viene preceduto dal ‘suhur’, un pasto leggero poco prima dell’alba per assumere le energie necessarie ad affrontare l’intera giornata. Giunto il tramonto si rivolge a Dio un’invocazione, intima e personale, e si consuma un piccolo pasto serale chiamato iftar. L’iftar è solitamente costituito da un numero dispari di datteri, acqua o latte, dopodiché fino all’arrivo dell’alba del nuovo giorno, si può mangiare ogni qual volta lo si desideri. Durante questo “digiuno” i musulmani chiedono perdono per i peccati passati, pregano affinché Dio li guidi e li aiuti ad astenersi dai mali di tutti i giorni e li sostenga nella purificazione attraverso l’autocontrollo e le buone azioni. Non bisogna litigare, né mentire né calunniare; tutte cose che non dovrebbero essere fatte durante l’intero anno da ogni credente, ma farsi prendere dalla rabbia, lanciare un’offesa, dire una bugia o peggio ancora spettegolare su altre persone, nel mese di Ramadan sono causa di invalidità del digiuno stesso.

Tali peccati vanno dunque evitati sempre e non solo nel mese sacro di Ramadan, ma poiché con il digiuno e le condizioni imposti da questo mese il fedele auspica il perdono di Dio e Gli dimostra il suo pentimento per gli sbagli commessi, sarebbe sciocco da parte sua ricommettere gli stessi errori (invidia, calunnia, nervosismo, offese, menzogna, ecc).

Ma perché digiunare? Che significato racchiude il digiuno di Ramadan per i credenti?
Nella prova del digiuno l’uomo impara a controllare i suoi desideri fisici, la sua natura caratteriale irruenta, la sua natura umana che spesso lo porta ad essere nervoso, impaziente, arrogante, offensivo, avaro, irriconoscente. I musulmani del mondo intero aspettano con impazienza questo mese benedetto. Un’impazienza che può apparire paradossale dal momento che durante il digiuno del mese di Ramadan i credenti si astengono dal bere, dal mangiare e d’intrattenere delle relazioni sessuali con il coniuge dall’alba al tramonto, ma per i musulmani tale digiuno appaga l’anima. Essi si avvicinano di più a Dio con le pratiche della preghiera, riconoscono che devono essere a Lui grati per ciò che hanno: cibo, tetto, famiglia, istruzione, salute.

I musulmani accolgono tale festa innanzitutto con l’intenzione di migliorarsi ed essere persone più devote, poi , solo in secondo luogo, con addobbi in casa tipo festoni o lanterne che si realizzano con i propri bambini quando Ramadan è alle porte, le donne invece preparano dolci tipici, in moschea si organizzano lezioni per memorizzare dei versetti del Corano.
Il mese di Ramadan termina con la festa dell’Id al-Fitr che coincide con l’apparizione della luna nuova e quindi con l’entrata di un nuovo mese. La tradizione vuole che in tale giorno tutti i membri della famiglia indossino dei vestiti nuovi e ci si scambino dei regali, soprattutto si facciano dei doni ai bambini, giocattoli e caramelle.

Auguriamo a tutti i nostri amici e lettori musulmani un sereno Ramadan.

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