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Raid israeliano a Damasco, e la copertura antiaerea russa?

Salvo Ardizzone il 28 aprile 2017 - 04:40 in Medio Oriente, Primo Piano

Un raid israeliano a Damasco ha colpito depositi e magazzini nei pressi dell’aeroporto. Stando ai commenti del ministro dell’Intelligence israeliano Yisrael Katz, sarebbero stati colpiti depositi di armi destinate ad Hezbollah; tali affermazioni sono confermate dall’intenso traffico aereo proveniente dall’Iran, e dall’arrivo di un cargo particolarmente importante appena prima dell’attacco.

Raid israeliano a Damasco e la copertura antaerea russa

Il raid israeliano a Damasco è in linea con le violente pressioni di Israele sulla Casa Bianca perché vengano adottate misure internazionali atte a impedire a Teheran di rafforzare Hezbollah, e di espandere la sua influenza in Siria.

I raid israeliani sulla Siria non sono una novità; Tel Aviv ha sempre ritenuto di poter intervenire a suo piacimento sui territori degli Stati vicini, tuttavia, il 17 marzo scorso, Damasco ha reagito con il lancio di missili a un ennesimo raid aereo israeliano, segnalando che il Governo siriano non intende più sopportare le provocazioni di Tel Aviv.

Secondo diversi analisti, l’entità sionista è stata sorpresa dalla reazione siriana, ritenendo che non sia nell’interesse di al-Assad l’apertura di un ulteriore fronte di confronto con Israele: tuttavia, l’evolvere della guerra in Siria sta evidenziando la completa sconfitta delle potenze straniere (fra cui appunto Israele) che hanno scommesso sullo smembramento del Paese.

In tale ottica, il continuare delle incursioni israeliane in territorio siriano contro obiettivi della Resistenza, in specie di Hezbollah, è inaccettabile ai fini sia della strategia della guerra in Siria, sia dell’impegno complessivo dell’Asse della Resistenza.

Alla luce degli eventi, comincia ad aprirsi una divaricazione fra gli obiettivi sostenuti dall’Asse della Resistenza e quelli sostenuti da Mosca, che ha il cuore dei suoi interessi altrove, una realtà più che un’ipotesi, visto che il raid israeliano a Damasco contro obiettivi di Hezbollah sarebbe stato impossibile senza la tacita acquiescenza della Russia, che di fatto ha il controllo areo dell’area.

In buona sostanza, e con buona pace dei tanti “tifosi” acritici, Mosca non ha interesse a sposare l’Asse della Resistenza, né tanto meno Hezbollah, con cui peraltro ha molti rapporti ritenendolo un attore estremamente affidabile dell’area.

Per questo, fin quando l’Asse della Resistenza non sarà in grado di blindare autonomamente lo spazio aereo siriano e libanese, incursioni come il raid israeliano a Damasco saranno destinate a continuare. E per la medesima ragione, gli interessi dell’Asse della Resistenza possono essere garantiti e portati avanti essenzialmente dai suoi elementi.

di Salvo Ardizzone

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