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Nigeria: 75mila bambini rischiano la morte per fame

Redazione il 17 novembre 2016 - 09:35 in Africa, Primo Piano

In Nigeria, il Paese più ricco dell’Africa, 75mila bambini stanno facendo i conti con la morte per fame. Potrebbero morire in pochi mesi nel nord-est della Nigeria, regione devastata dal 2009 dalla violenza di Boko Haram che ha spostato milioni di persone e distrutto l’agricoltura e il commercio, lasciando un pedaggio brutale: più di 20mila morti, 2,6 milioni di sfollati ed una carestia attecchita, 14 milioni di persone che hanno bisogno di aiuti umanitari.

NigeriaL’allarme sulla situazione in Nigeria è stato lanciato dal coordinatore umanitario delle Nazioni Unite. Peter Lundberg, ha riferito martedì che 400mila bambini si trovano in necessità critica di cibo, e 75mila potrebbero morire di fame “nell’arco di sei mesi”. Nel mese di settembre, almeno 10 persone al giorno sono morte di fame in un campo per sfollati vicino a Maiduguri.    

Le Nazioni Unite non hanno abbastanza disponibilità per combattere pienamente la crisi, ed hanno chiamato in aiuto filantropi nigeriani, partner internazionali e il settore privato, per affrontare questa crisi galoppante “ad alta velocità” nel nord-est della Nigeria.

I fondi sono disperatamente necessari per la Nigeria che sta vivendo in “condizioni simili a carestia”, secondo la definizione dell’Onu, che però non ha dichiarato una situazione di emergenza “a livello tre”, classificazione per la crisi più grave che richiama maggiore attenzione e fondi. Maiduguri, la capitale del nord-est dello Stato di Borno e luogo di nascita di Boko Haram, ha raddoppiato la sua popolazione a due milioni di persone a causa di persone che cercano rifugio in campi per sfollati.

L’insicurezza rappresenta un altro problema.

Nonostante i recenti successi militari, Boko Haram è ancora attivo nel nord-est e mette in scena attacchi e attentati suicidi. “L’esercito nigeriano ha segnato notevoli successi militari nel contenere Boko Haram. Ma questo non vuol dire che ha stabilizzato del tutto la regione”, ha riferito Roddy Barclay, un analista di intelligence presso la società di consulenza Africa Practice. “Il Movimento in zone remote rimane ad alto rischio e rimane schiacciante la messa a fuoco  sui successi militari piuttosto che affrontare il reale impatto socio-economico della crisi.”

Queste zone comprendono i territori al confine della Nigeria, Niger, Camerum e Ciad nel bacino del lago Ciad, ha riferito Ryan Cummings, direttore della società di intelligence Signal Risk. “La scala del disastro umanitario nel nord-est della Nigeria è stata grossolanamente sottovalutata. Ci sono circa un milione di persone che ancora vivono in comunità inaccessibili a causa dell’insicurezza in corso”.

Ora il timore è che Boko Haram cercherà di approfittare del fallimento del governo nigeriano – e della comunità internazionale – nel salvare la popolazione dalla fame. “Sono molti ad affermare che le risorse assegnate ai campi degli sfollati vengano incanalate verso la corruzione, in modo che tali aiuti non raggiungano la gente, aumentandone il malcontento”. Boko Haram potrebbe fare leva su quella rabbia, secondo Cummings, “si potrebbe potenzialmente finire per nuovi reclutamenti da parte di Boko Haram”.

di Cristina Amoroso

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