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Tra Merkel e Macron un’intesa basata sull’interesse

Salvo Ardizzone il 17 maggio 2017 - 04:33 in Europa, Primo Piano

Il summit tra Merkel e Macron, il primo del neopresidente francese, ha tutte le premesse d’uno scambio d’interessi: la Germania è politicamente stabile, economicamente forte, ma avverte tutta la difficoltà di continuare ad orientare l’Europa sui propri interessi come ha fatto sinora traendone enormi benefici; la Francia esce dalle elezioni presidenziali con un quadro politico disastrato ed ha problemi economici e strutturali che non può più ignorare mascherandoli con una “grandeur” del tutto svanita; di qui la sua assoluta esigenza di appoggiarsi a Berlino, e per Berlino d’avere Parigi al seguito per mantenere il controllo della Ue.

merkel - macron un'intesa basata sull'interesse

Al di là dei sorrisi (tanti) e dei convenevoli (ancora più smaccati) con cui il neopresidente è stato accolto a Berlino nel suo primo viaggio ufficiale, che giova sottolinearlo s’è precipitato a fare a festeggiamenti appena conclusi, l’incontro Merkel – Macron è un baratto asimmetrico fra due Sistemi che hanno bisogno l’uno dell’altro per continuare a realizzare i propri interessi, respingendo qualsiasi cambiamento strutturale.

Merkel, che dopo aver vinto nelle terze elezioni di Lander s’avvia, salvo imprevedibili sorprese, al suo quarto cancellierato, non intende spostare d’una virgola il sistema di potere con cui ha galleggiato sulla società tedesca senza affrontare strutturalmente uno solo dei tanti problemi che il mondo, in rapidissimo mutamento, sta affastellando alle porte della Germania. Respingere ogni ipotesi di cambiamento, continuando ad ibernare la Germania nel suo sogno mercantile ed utilitaristico, è il programma rassicurante con cui raccoglie consensi e si mantiene al potere.

Macron deve far digerire ad una Francia lacerata e provata da una crisi che morde non solo le classi più deboli ma anche quelle di mezzo, il suo programma liberista di smantellamento dello Stato sociale e liquidazione delle antiche conquiste della Sinistra; un programma tagliato su misura (meglio: dettato) per quei poteri forti di cui è il perfetto rappresentante.

La Cancelliera è assai più potente, solidamente al potere e ha dietro un Sistema Paese che fa pesare la sua egemonia economica su tutta l’Europa; il Presidente s’affaccia adesso sulla scena dove è stato catapultato dagli interessi di un establishment che si vedeva in pericolo, e rappresenta una Nazione ferita, ma che ha comunque un peso determinante all’interno della Ue.

Con questi presupposti, il summit Merkel – Macron è un episodio ampiamente previsto: uno scambio d’interessi attraverso cui i reciproci centri di potere realizzeranno il loro tornaconto. Tutto già scritto, i Popoli, come sempre, possono aspettare.

di Salvo Ardizzone

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