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Addio della Sardegna alla Luftwaffe

Irene Masala il 29 dicembre 2016 - 12:53 in Cronaca, Primo Piano

Lo scorso 14 dicembre la Luftwaffe, l’aeronautica militare tedesca, ha lasciato definitivamente l’aeroporto militare di Decimomannu, in Sardegna. Dopo 56 anni di addestramenti, esercitazioni e scali di ogni genere l’aeroporto militare “Giovanni Farina” era diventato la dimora fissa dei velivoli da caccia del reparto addestrativo della German Air Force.

Entro il 31 dicembre sarà riportato in Germania anche l’ultimo schieramento formato da 14 eurofighter, atterrati sull’isola tra agosto e settembre 2016 per partecipare alle esercitazioni nell’ambito del Reparto Sperimentale e di Standardizzazione al Tiro Aereo (RSSTA).

Nel 2017 rimarrà solo un ultimo piccolo contingente per smaltire le attività logistiche e burocratiche dello storico trasferimento. L’aeroporto militare di Decimomannu passa così dall’essere perno strategico e all’avanguardia tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80, alla quasi completa dismissione. Nel 1979 venne installato l’Air Combat Manouvering Instrumentation, rendendolo l’unico aeroporto militare in Europa dotato di questa tecnologia. Erano gli anni in cui la Sardegna ricopriva un ruolo strategico irrinunciabile per le forze Nato nel Mediterraneo. Oggi le esigenze della Nato sono cambiate, le strategie geopolitiche dopo la guerra fredda hanno ridisegnato nuovi schemi e quelle stesse tecnologie all’avanguardia sono ormai obsolete e superate.

Il risultato è stato l’abbandono dell’US Air Force in Europe (USAFE), della Royal Canadian Air Force (RCAF), della Royal Air Force britannica (RAF) e infine della Luftwaffe (German Air Force). Ciò che resta è una domanda: come la Regione Sardegna vorrà gestire o riconvertire l’aeroporto militare.

Eurofighter Decimomannu Luftwaffe

Eurofighter Decimomannu Luftwaffe

Le cause del ritiro della Luftwaffe da Decimomannu

Le motivazioni alla base del ritiro della Luftwaffe da Decimomannu sono diverse. La principale è il processo di razionalizzazione dell’intero Bundeswehr, le forze armate tedesche, da adattare all’attuale situazione geopolitica. Inoltre, gli ultimi tre anni sono stati segnati da un rinnovato movimento antimilitarista nell’isola che ha visto l’organizzazione di numerose azioni di protesta e manifestazioni contro l’industria della guerra.

La crescente pressione sociale sul tema ha spinto la Regione Sardegna a chiedere un aumento del periodo di chiusura dei poligoni. L’abbandono della Luftwaffe assume così una doppia interpretazione: sconfitta per chi ancora crede nel modello economico di crescita territoriale legato ai poligoni militari, vittoria per chi chiede che queste aree vengano bonificate e rese riutilizzabili per finalità diverse da quelle belliche. Al momento non ci sono né vincitori né vinti, sono il rischio che l’aeroporto di Decimomannu entri a far parte di quell’infinta lista di edifici militari abbandonati e non bonificati che popolano l’intera Sardegna.

di Irene Masala

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